Proposta di riqualificazione del โNodo 3 Pontiโ
Milano รจ una cittร grande per la sua anima cosmopolita, non per le sue dimensioni geografiche.
Fino agli inizi degli anni โ50 la cittร viveva negli spazi e nei perimetri che erano stati urbanisticamente disegnati nei decenni precedenti e concepiti con una visione di sviluppo piuttosto limitata.
Da metร del secolo scorso, la crescita demografica ha imposto un nuovo piano urbanistico che si รจ perรฒ dovuto adeguare ad alcuni vincoli esistenti, troppo difficili da rimuovere.
Ne รจ un esempio la parte est della cittร costretta a convivere con il lungo tracciato ferroviario sopraelevato che, partendo dalla Stazione Centrale, si allunga verso est, sud-est, separando la Milano storica da quella piรน recente, etichettata spesso come periferia.
Lโimponente massicciata ferroviaria รจ attraversata, in corrispondenza di alcune vie principali, da sottopassi storici, realizzati alla sua nascita e che al pari delle vecchie porte della Cittร concentrano gli accessi, in entrata e in uscita, in pochi e limitati passaggi.
Per tutti i milanesi questa ingombrante presenza รจ diventata naturale, non ci si fa piรน caso, non รจ un manufatto, รจ morfologia del terreno. Eppure, crea pezzi di cittร scollegati dalla continuitร urbana, sottolinea, come non mai, la differenza tra la metropoli e la sua periferia.
Il contrasto รจ netto, lโurbanistica รจ differente, ne risente la continuitร pedonale, il valore immobiliare, la presenza commerciale sino ad arrivare alle sacche di degrado e di disagio sociale a cui non contribuisce lโurbanistica, ma lโisolamento sรฌ.
Perchรฉ tutto questo? Certo spostare un tracciato ferroviario nato agli inizi del โ900 non รจ pensabile se non a costi esorbitanti, ma qualcosa si poteva fare. Scavare nuove gallerie รจ possibile, ma troppi soggetti ne sono coinvolti e tempistica e burocrazia disarmano chiunque.
La causa รจ, come spesso accade, nella scarsa attenzione al problema, la rinuncia ad una sua soluzione, a progetti mai decollati, a una mancanza di idee.
Il caso del sottopasso Corsica / Forlanini
La situazione Corsica/Forlanini รจ la piรน emblematica, lo storico sottopassaggio che collega viale Corsica con viale Forlanini continua ad essere un collegamento automobilistico e sempre meno pedonale, lo stretto passaggio tra la carreggiata della corsia di marcia verso Viale Forlanini e la parete del sottopasso (quella verso Viale Corsica รจ stata allargata grazie a richieste e solleciti del Comitato) costringe i pedoni a procedere in fila indiana, sperando di non incontrare un passeggino o una bicicletta, il tutto รจ ancora piรน inquietante se lโoperazione tocca a un disabile o una persona con bambini piccoli.
Nelle giornate di pioggia il problema diventa insostenibile per via delle pozze dโacqua che si formano al margine delle carreggiate, i recenti tentativi comunali di eliminarle sono risultati inutili, il problema non รจ la pulizia dei tombini ma la loro incapacitร a sopportare la portata dโacqua causata dai temporali. Scarsa illuminazione, inquinamento, rumore e insicurezza la sera fanno il resto.
Non รจ stato sempre cosรฌ, lโarchivio di foto storiche testimonia come in passato il rispetto dei pedoni sia stato presente almeno per i marciapiedi che erano piรน larghi e per il viale Forlanini che era alberato.

ร negli anni โ80 che si รจ previlegiata la percorribilitร automobilistica.
Il viale Forlanini ha perso la pedonabilitร ed รจ nato il divieto di percorrerlo in bicicletta impedendo cosรฌ il naturale e piรน breve percorso per raggiungere parco Forlanini, parco Monluรจ, lโIdroscalo (e colpevole non รจ la tangenziale, presente giร dal 1971).
I marciapiedi si sono ristretti, la nascita del passante ferroviario ha determinato un forte allungamento del sottopasso e il pedone ne ha solo pagato le conseguenze. ร la volontร di privilegiare e agevolare lโuso della macchina, in quellโepoca certamente non si parlava di sostenibilitร e di urbanizzazione a misura dโuomo.
Ora i tempi sono cambiati, esiste una maggiore sensibilitร , che deve essere dimostrata. Quella politica ha comunque determinato un forte svantaggio per la collettivitร del territorio cosรฌ sintetizzabile:
- Ogni giorno molti utilizzatori del passante ferroviario (stazione Forlanini FS il cui ingresso รจ situato allโinizio del sottopasso sul versante di viale Corsica) transitano sotto la ferrovia per raggiungere le numerosissime aziende di viale Forlanini
- Le scuole dellโintero quartiere Forlanini hanno la loro direzione in viale Corsica, doverla raggiungere in automobile รจ proprio il messaggio educativo piรน sbagliato
- Negozi e importanti attivitร commerciali (Brico, Bennet ecc.) si trovano in viale Corsica, naturale sbocco dei quartieri Forlanini Mecenate Salomone che sono penalizzati dalla mancata pedonabilitร del percorso
- Il livello di inquinamento, la rumorositร , la difficoltร di accesso e la pericolositร disincentivano fortemente lโutilizzo del sottopasso da entrambi i lati
- Il sottopasso non รจ un bel biglietto da visita per chi arriva a Milano dallโaeroporto: una strettoia buia sotto un enorme, brutto, stonato cartellone pubblicitario
- Il sottopasso diventa una barriera psicologica, diciamo pure, un disincentivo per chi dalla Zona Vittoria vuole raggiungere a piedi i parchi
- Per tutta lโarea Forlanini Mecenate Salomone lโalternativa ai tre ponti di viale Corsica/Forlanini รจ il sottopasso di via Lombroso che ha di fatto le stesse difficoltร e inoltre sbocca nellโarea dei Mercati Generali distante dalla direttrice che porta verso il centro cittร .
Perchรฉ trovare una soluzione
- Una cittร moderna deve farsi carico prioritariamente delle esigenze delle persone e la mobilitร sostenibile richiede maggior attenzione ad una popolazione piรน attiva ma anche sempre piรน anziana.
- Diminuire le diseguaglianze tra aree cittadine
- Agevolare la mobilitร pulita in particolare a piedi o in bicicletta, la cittร lo consente
- Valorizzare le periferie agevolando la loro frequentazione (parchi e dintorni della cittร ) ed eliminando le barriere architettoniche che le fanno sentire isolate dal resto del contesto urbano.
- Nellโarea Forlanini Mecenate รจ arrivata la parte piรน efficiente della mobilitร pubblica: la metropolitana M4, ma paradossalmente diventa sempre piรน difficile muoversi a piedi.
Ne sente lโesigenza la collettivitร dellโarea Forlanini Mecenate Salomone.
In occasione degli incontri con i cittadini per cogliere gli aspetti piรน critici della zona, il โnodo 3pontiโ (il sottopasso ferroviario) รจ uno dei piรน sentiti. In occasione della lettera relativa al sottopasso pubblicata sul Corriere della Sera il 10 gennaio 2020 e commentata da Giangiacomo Schiavi gli inviti a intervenire con una soluzione sono stati numerosissimi.
Obiettivo
Uno slogan: Da una situazione di disagio ad un vanto per la cittร .
Il problema periferia parte spesso da un concetto culturale.
A volte รจ lโinconscia volontร di ghettizzazione, atteggiamento che spinge a emarginare o lasciare emarginate quelle attivitร o piรน spesso quelle realtร abitative che non si ritengono meritevoli di condividere il contesto urbano, perchรฉ scomode o difficili.
A volte รจ la ricerca di un semplice status sociale, dove la periferia diventa un parametro, un punto di raffronto o di riferimento per un posizionamento sociale.
Piรน spesso รจ la semplice mancanza di volontร e di impegno politico o lโassenza di una progettualitร urbanistica. La soluzione passa attraverso il superamento dei fattori culturali ostili, agevolando lโinclusione sociale.
Un impatto certamente significativo lo ha il poter eliminare o attenuare le barriere fisiche che separano il territorio e creare quelle connessioni cittadine che consentono di non etichettare con il termine periferia nessun luogo della cittร , anche quelle aree che si trovano ad essere luogo di confine.
Proposte di intervento
ร lโoccasione per rivedere gli accessi alla cittร trasformando gli stretti sottopassi ferroviari in โnuove porte della Cittร โ, (Porta Forlanini) di forte e gradevole impatto, piacevoli da attraversare a piedi o con i mezzi e che comunque esprimano originalitร tanto da diventare un tratto distintivo della viabilitร cittadina.
TUNNEL PEDONALI: Per attenuare il disagio di coloro che intendono attraversare pedonalmente il sottopasso Forlanini/Corsica, in entrambi i sensi, รจ opportuno pensare un progetto che ribalti le attuali difficoltร e generi un approccio positivo al tunnel. I principali fattori critici sono la ristrettezza dei marciapiedi, la scarsa luminositร , lโinquinamento, il rumore, la sicurezza.
La soluzione deve passare da un allargamento del camminamento pedonale, la sua protezione dal traffico veicolare, dai gas inquinanti e dal rumore, creando un ambiente isolato dallโarea destinata ai veicoli.
Si tratta di realizzare, nel contesto delle attuali gallerie, due โtunnel pedonaliโ, posti nella prima e terza galleria ad uso esclusivo di pedoni con eventuali carrozzine per bambini e sedie a rotelle per disabili, dove unโareazione forzata consente il giusto ricambio dโaria e la netta separazione dalla corsia stradale assicura percorribilitร in sicurezza.
Questo intervento di base lo si potrebbe integrare con un apporto qualitativo al progetto, trasformando un semplice sottopasso ferroviario in un manufatto destinato a farsi riconoscere, a risultare un esempio architettonico di integrazione con il paesaggio e allo stesso tempo un elemento distintivo di accesso alla cittร , replicabile, in analoghe situazioni, lungo il percorso della massicciata.
Lโintervento dovrebbe giocare su aspetti sensoriali positivi, in netto contrasto con ciรฒ che รจ percepito oggi: illuminazione, colore, immagine, suono. La larghezza dei 2 tunnel sarร di 2.5 metri con forma ad arco per collegarsi facilmente alla volta della galleria. I materiali da utilizzare potrebbero essere plexiglass e acciaio. La pavimentazione e le pareti contro la volta in materiale plastico.

I tunnel dovrebbero essere illuminati da una significativa quantitร di luce generata da led caldi, situati lungo le volte, le pareti ed i camminamenti pedonali.
La proiezione a ciclo continuo, lungo le pareti, di immagine di Milano o dei suoi principali luoghi artistici fornirebbe colore e vivacitร e non ultima, una promozione culturale.
La musica, diffusa in via continuativa lungo il โtunnel pedonaleโ aiuterebbe a creare quel clima di rilassata fiducia e costituirebbe un elemento di assoluta novitร e originalitร .
Un impianto di telecamere fornisce il controllo e genera sicurezza.
La facciata interna ed esterna del sottopasso รจ ora coperta da cartelloni pubblicitari per un palese sfruttamento commerciale della struttura. Una porta di accesso o di uscita da Milano dovrebbe poter rinunciare al vincolo pubblicitario (o limitarlo ad una sponsorizzazione) e valorizzare le porte come simbolo della Cittร . Unโimmagine di richiamo lโabbiamo ipotizzata con una sagoma stilizzata evocativa del Duomo in sostituzione dei cartelloni ora presenti.
CARREGGIATE PER TRAFFICO AUTOMOBILISTICO: Le carreggiate laterali subiranno un restringimento dovuto allโallargamento per i tunnel pedonali. Si potrebbero adottare due soluzioni: diminuzione delle corsie di traffico da 3 a 2 di larghezza ciascuna di circa 4,5 metri oppure mantenimento di 3 corsie di larghezza circa 3 metri. Il tunnel centrale per mezzi ATM e taxi non subisce modifiche.
PISTA CICLABILE: Il disegno allegato mostra una proposta di pista ciclabile proveniente dal Quartiere Forlanini (classificato tutto come zona 30 Km/h) che arriva dai sottopassi della tangenziale e lungo la parte terminale tra Viale Forlanini e Via Facchinetti e da via Repetti/Mecenate. Svolta successivamente verso la via Gatto e arriva al sottopasso ferroviario creato da M4 per arrivare alla Stazione di Forlanini FS.

Da qui e lungo la Via Ardigรฒ raggiunge Via Marescalchi e si collega alla pista ciclabile esistente che raggiunge Piazza Tricolore e il centro cittadino.
NUOVO TUNNEL CICLABILE TRA VIA REPETTI E VIA PIRANESI: Lโisolamento del quartiere Forlanini/ Mecenate รจ dato, come in altri contesti cittadini, da scarsi varchi di accesso al resto della cittร , per la presenza della massicciata ferroviaria. Se la rete stradale รจ ormai consolidata e lโapertura di nuovi corridoi automobilistici รจ osteggiata per costi e mancanza di progettualitร , la possibilitร di creare corridoi ciclabili รจ una strada ancora percorribile.
Proseguendo lungo la parte finale via Piranesi si arriva alla massicciata ferroviaria che blocca la possibilitร di accesso alla vicina via Repetti. Un sottopasso nella massicciata consentirebbe il collegamento ciclabile senza accedere a quello ferroviario dei tre ponti.
Il varco partirebbe dalla parte pubblica di via Decemviri (piรน avanti la via diventa privata) e sfocerebbe a metร della via Repetti dove un facile collegamento ciclabile/pedonale la congiungerebbe al quartiere Forlanini.
Sul versante di via Piranesi cโรจ la possibilitร di proseguire con la pista ciclabile sfruttando la doppia careggiata a senso unico, sino a raggiungere lโesistente pista ciclabile di via Valentino Mazzola attraverso un brevissimo tratto di via Carbonera, per poi congiungersi a quella di viale Molise creando, a questo punto una โrete ciclabileโ piรน estesa e continua.
Sulla via Repetti sarebbe sufficiente un breve percorso ciclopedonale sino al semaforo di viale Forlanini per raccordarsi con il resto del percorso ciclabile.
Si attuerebbe cosรฌ un percorso che da via Molise puรฒ raggiungere la ciclabile del parco Forlanini e consentirebbe al quartiere di Forlanini uno sbocco ciclabile alternativo a quello di via Gatto.
Il sottopasso, non avendo transito veicolare, potrebbe avere le dimensioni di 3 mt. *3 mt. e sarebbe necessaria solo una buona illuminazione e le telecamere di sicurezza.
NODO SEMAFORICO TRA VIALE FORLANINI E VIA REPETTI: Il nodo semaforico dovrร essere riprogettato in funzione della sistemazione definitiva del Viale Forlanini a seguito del completamento cantiere della M4. Eโ auspicabile avere almeno la parte iniziale del Viale Forlanini, di Via Repetti e Via Marco Bruto completamente alberate. Migliorerebbe lโaspetto attuale composto solo di asfalto e autoveicoli.
Inoltre necessita una sistemazione ed eliminazione di buche, sconnessioni, avvallamenti, fognatura da rifare in quanto costantemente allagato durante e dopo fenomeni piovosi e sistemazione dei marciapiedi.
MASSICCIATA FERROVIARIA IN VIA REPETTI: Lโincuria e lโabbandono della massicciata sono indescrivibili. La cura del verde non esiste e piante spontanee invadono tutta la massicciata rendendo il paesaggio deprimente. Roditori, nutrie e molti altri animali sgraditi hanno le loro tane. Recentemente si รจ notato che la scarpata รจ usata come discarica di materiali edili. La cura e la gestione dovrebbe essere di RFI e ci sembra indispensabile un suo intervento per ripristinare il giusto decoro e igiene di questa parte della cittร .
Si propone la messa in opera di barriere antirumore e pannelli fotovoltaici esteticamente accattivanti per dare valore aggiunte a tutta la zona circostante. Si propone, inoltre, la piantumazione ai piedi della massicciata con alberi ad alto fusto compatibili con le esigenze di traffico ferroviario e traffico automobilistico ed estendere questi interventi anche alla vicina Via Marco Bruto.
Conclusioni
Lโamministrazione di una grande cittร deve pensare in grande ma senza trascurare nessuna delle proprie realtร . Milano deve riuscire a far convivere i grattacieli orientati al futuro con i palazzi di periferia, meno costosi, meno eleganti ma portatori dei medesimi bisogni e degli stessi desideri di vivibilitร .
Nulla di pretenzioso: la possibilitร , per tutti, di percorrere a piedi e in sicurezza lโintera cittร .
Per leggere la presentazione fatta all’Assessora alla Mobilitร del Comune di Milano Arianna Censi, nella sede del Comitato Forlanini, in data 25 marzo 2025, alla quale erano presenti anche Stefano Bianco, Presidente del Municipio 4 e Marina Belloni, Asssessora alla Mobilitร per il Municipio 4, cliccare qui.




